Erano pezzi di un corpo quelli che cadevano marci
E non si riuscivano a tenere insieme,
Perché marci, continuavano a cadere.
Tra le piaghe immonde
Di montagne abbattute al suolo.
Soffriva la carne perché viva ancora e ammalata
E nell'indifferenza dell'intorno,
Che stuzzica le piaghe
E non vede la vita.
Wasted People
giovedì 2 maggio 2013
lunedì 15 aprile 2013
La prima primavera non
sciolse la neve
Lasciò lo scheletro sotto
La seconda primavera
arrivò distratta
Lo scheletro dormiva e non
se ne accorse
La terza primavera non ne
sapeva più nulla
Smosse un po' di neve e se
ne andò
Osso bianco e liscio è lo
scheletro sotto la neve, anch'essa bianca, che dimentica ma conserva
il ricordo. Riposano insieme ossa e neve e insensibili alle primavere
stanno, riposando, indistinte. Quelle ossa, frammenti di scheletro,
parti separate e che prima erano unite e sono ora trattenute insieme
dalla neve, che riempe gli spazi tra di loro e le giunture. Le
conserva e dimentica: così riposano. Quello che era uno resta unito
nel bianco e fermo.
Non si muove uno scheletro
conservato nel bianco del marmo e giace scomposto e mescolato, non si
muove uno scheletro conservato nel bianco della neve che lo tiene
composto. Il bianco è uguale il nulla e immoto. Rimangono solo dei
frammenti da unire, c'era un tempo ripiegato su se stesso, come tante
altre cose, piegate su se stesse tanto da non potersi più
riconoscere e restare pezzi sparsi di un qualcosa. Cos'era? Tutto
quel bianco non sapeva rispondere. C'erano cose. Il modo giusto di
mettere ordine; i modi giusti e mettere un punto.
mercoledì 13 marzo 2013
Il ciclo delle ossa.
“Ho sprecato quasi tutto ciò che
c'era da sprecare”.
Così parlò e restò in
contemplazione.
Sprecato.
Il tempo.
Sprecata,
La vita,
La forza.
Sprecato l'amore.
Il demonio in persona,
Ha rigettato su di me l'accusa:
“È stata una tua scelta”.
Scelta consapevole di non voler essere
amati
Di lasciarsi morire
E di non farsi perdonare.
Camminarono insieme per un poco
Entrambi morti
Nel silenzio delle tombe.
Era un continuo ricordare
Per quel pezzo umano,
Era un continuo rinfacciare
Per quel demone morto.
Eccolo quel marmo che è un ricordo,
Un continuo ritornare,
Dopo aver descritto un cerchio
Che diventa una spirale,
Che non è mai finita.
“Io non ci posso venire.
È perché non ho capito
Dove sta l'errore,
Me lo spieghi per favore?”
Ma nessuno risponde.
Sprecato soprattutto è l'amore per chi
non ama e non sa amare.
“Io non ti so capire,
Ma ti ho provato ad amare”.
sabato 2 marzo 2013
La piccola fata della verità
In un giardino nascosto
Riposa una fata
Nessuno la vede
Nessuno ne è in grado
Dorme e non sogna
Tra i fiori ingrigiti
Riposa di un sonno
Che non da riposo
mercoledì 27 febbraio 2013
Wasted people
Ti chiedono cosa fai, non cosa sei.
Cosa può fare chi ormai è morto?
Che opera può prodursi
Se a produrla è la morte,Incarnata nei corpi morti
Di persone morte
Uccise lentamente da se stesse.
Sono quelle persone sprecate,
Che nulla desiderano e nulla ottengono,
Esistenze inconsistenti e private di materia.
Rimaste spaesate
Alla richiesta di diventare vere.
Cosa significa diventare veri?
Non bastava occupare uno spazio
Per esistere ed essere veri?
Non mi è bastato nascere e crescere?
Occupare uno spazio?
Ho vissuto felice.
giovedì 21 febbraio 2013
L'Orfana
Di cosa ti sei quindi nutrita durante
tutto questo tempo?
Da dove hai scavato il tuo cibo?
Da pietre aride,
Deserti di sabbia liscia e scivolosa,
O tra oasi lontane
Di miraggi lontani?
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